Franca Mancinelli

 

dormivo su una pagina ogni notte
bianca. Il mattino
un'ombra del mio peso, alcune pieghe
e subito voltava: proseguire
è questo a capo del principio,
bocca che passa calore
all'aria come potesse svegliarsi
essere ancora salvata.
(in Poesia 273, 2012)

padre e madre caduti
frutti che non potevano
marcirmi attaccati
mentre nudo imparavo
a reggere il cielo
come un uccello sul dorso, lasciando
campi e case affondare.
L’azzurro torna
a coprire la terra. Trattengo
nel becco il ricordo,
il seme che sono stati.
(in Poesia 273, 2012)

sono tornati nomadi i quadri
scorrono come lampi rotti
sulle pareti dove un ritmo batte
chiodi insicuri, incerti semi, e tu
dalla mattina presto
in piedi sulla sedia
a cercare l'angolatura esatta
il punto a cui restiamo appesi.
(in Poesia 273, 2012)

vorrei con le parole aprirti   
questa vita come una mano   
che sul tavolo capovolta   
aspetta d’essere riempita   
stretta nella tua. Vorrei la lingua  
a chiudere ogni foro, a intonaco   
di questo intreccio di sterpi bruciati.  
Saremo due camicie   
appese l’una dentro l’altra  
per una stagione intera
dove la penombra ha immerso
l’amo negli inverni. 
(in Mala Kruna, 2007) 

Franca Mancinelli

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