Massimo Gezzi


Direzioni
Certe direzioni sono modi
improvvisati di restare in equilibrio,
gesti istintivi comandati da un niente.
Per questo le traiettorie precise
sono cose da aeroplani, da stormi in migrazione
che capiscono il vento. Gli uomini onesti
non dicono io vado: cantano pianissimo
se una strada li porta, se una curva spalanca
un mare abbagliante.

Da Nono quaderno italiano, ed. Marcos y Marcos

La stanza
Camera buia. Un lieve ronzio
di luce che per poco spinge a galla
le sagome degli oggetti, il pomello
di legno alla base del letto, lo specchio
disertato che rimanda la miccia
immobile del led.
Se ti svegli all’improvviso scaraventi
un braccio sulla piazza lì accanto.
Nessuno. Freschezza di lenzuola inabitate.
Dunque vai ad aprire la persiana,
ma fuori la notte non riesce
ad ingoiare la sua nebbia, e tu
posi gli occhi sul blocco, non ne percepisci
l’inconsistenza.
Ti sposti in corridoio, ma i mobili
non hanno fatto in tempo a ritornare
al loro posto, li hai presi
mentre il tavolo si cambiava con l’armadio,
il divanetto tentava di scalare
la parete dello specchio. La stanza
che credevi di conoscere ti cova
come un granello di polvere, tesse
su di te i filamenti di materia
per immobilizzarti.

Da Nono quaderno italiano, ed. Marcos y Marcos

Loro
Lei che lo tiene dentro il buio,
che rialza le doghe del letto o socchiude
la tenda per farlo svegliare in piena luce,
perché vedere la luce del sole al mattino...
E dopo gli prepara il caffè, dosa calma
e irrequietezza come l'aquila
con la preda, evade dal suo corpo poco a poco,
perché dentro qualcosa non funziona
più a dovere: anche loro resistono, forse,
anche loro qui su questa lama
di metropoli vincono il passato,
e al male della crepa nel terreno
oppongono il rimedio dell'acqua.
I figli abiteranno
le loro fattezze, troveranno nel profilo
di un pollice o nel sebo della pelle
la piccola storia di una multa
non pagata, del mobile assemblato
insieme una notte. Sapranno ogni cosa
in questo punto esatto: quando uno di loro
li vedrà nel suo riflesso e dirà grazie
a chiunque, a qualunque cianfrusaglia
accumulata nelle stanze della casa
per esistere.

Da Nono quaderno italiano, ed. Marcos y Marcos

V. Woolf
Perché nel sottinteso
della nota che scandisce
il tempo quotidiano c’è un enorme
rumore di battiti, una schiera
di persone che a quel suono
hanno spento i fornelli, inchiavato
un lucchetto, pigiato i nove numeri
che compongono un recapito –
questo ripetono
i colpi di campane: che il tempo
sono occhi e mani che si stringono,
voci di lontano che dicono
un saluto, il duplice flusso
del sangue nel corpo.

Da Nono quaderno italiano, ed. Marcos y Marcos

Franca Mancinelli

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