Mauro Curcuruto

 

I dolori si dicono di giorno
I dolori si dicono di giorno
e li senti, perché hanno
la cadenza stessa
del cuore e sanno
tra una stretta e un sollievo,
dirti che esisti.

È a sera che
sul palmo dell'anima
calzano
come guanti scuri.

Mare
Mare che sale e che scende
mare che lascia e che prende
mare che sbatte e si arrende
mai.
Se lo fiuti ti assale
se si muove fa male
mare che sale e che scende
mare che lascia e che prende.
Conosci il verso del mare?
hai mai sentito l'urlo del mare?
hai mai sentito il verso che fa?
Quando sbatte fa
SLAM!
Passano i tempi, muoiono genti,
tuoni potenti, infuriano i venti,
sgretola monti, distrugge ponti
lacera i mondi, svela segreti
lustra i pianeti, disseta i roghi
s'attacca ai cuori dei pescatori
meta segreta della tua vita
limite ultimo dell'al di qua
principio primo dell'aldilà
e quando sbatte il mare fa
SLAM!
Coniugazione infinita
tra la morte e la vita
questo il suo tempio: are
questo il suo tempo: ere
e la sua forza: ire.
Ascoltalo, che sembra dire
SLAM!

Smettilo
Smettilo
col piglio di bimba
ignara di quel lampo
che fa di un più
un livido meno.

Fallo, perché da un nido
troppo vicino al cielo
quel batuffolo di baci
è caduto.

E poi scostalo,
come facevi col ramo,
curiosa più delle formiche
levando quei secchi
pulcini di maggio.

Ho un nodo
Ho un nodo
che stringe piano
e sa di favola.

Ho un nodo
che arde la gola.

Ho te
fissa sul cuore
che sottovoce
mi urli
quei nodi tremendi
che ora lacerano
i polsi, la voce, il sonno. 

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