Peter Huber

 

Tutto quello che vi posso dire
Tutto quello che vi posso dire
dell’Amore
lo so da lei.
Tutto quello che scrivo
proviene dalla sua fontana:
la casa slanciata.
La spina stanca,
il mare.
Senti adesso
come all’improvviso tutto canta? 

(da Verb ad A, ed. Libroitaliano)

Writer in residence
Trentasei anni che cammino
per corridoi lunghi trentasei metri
che scrivo versi di trentasei sillabe
lettere d’amore di parole trentasei
trentasei volte al giorno
che cammino per trentasei corridoi
calcolando trentasei per trentasei
i metri che cammino
con le lettere che scrivo
(e che non sempre erano lettere
                                  d’amore)

(da Mancare Modigliani, ed. Carambolage)

Ghiaccio
Venendo dal freddo
venendo da un solo punto del freddo
una sola stanza
                un angolo
correndo contro il barlume di occhi
pietosi – occhi che mi osservarono
che libarono le tracce di sangue
mentre io mi alzavo
mentre tentavo di penetrare
il suo (DI CRISTO)
silurico e silenzioso corpo

(da Mancare Modigliani, ed. Carambolage)

Tre per due
Ammetto
che non so
da dove viene
che ti amo

Suppongo
che è il cuore
il quale fa
che è così

(da Verb ad A., ed. Libroitaliano)

Le nove, la sera, e un poco il nero che ti sporca le mani

è tutta la terra passata di qui

a che ora le api vanno a dormire, pensi, ti chiedi,

premi il cavo del palmo sull’orlo del ginocchio

nel dirti senti come son nuove le foglie

da quale maniera di essere solo sono volate

adesso guardi le cose come sono venute

come si sono fissate, quando nella tua persona

e appena pieghi la testa nel vuoto,

nella domanda a che ora le api vanno a dormire

quando sono passati il sapore di terra e le nuvole

davanti ai miei anni, insieme.

 

(da Dittico)

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